La lettera del trisavolo e le testimonianze

La lettera del trisavolo ritrovata all'interno di un cassetto della Farmacia Toschi

Figura 4 – La lettera nascosta dal trisavolo.

Nascosta nel doppio fondo di un cassetto negli antichi arredi della farmacia, dopo la prima guerra, venne ritrovata una curiosa lettera redatta nel 1890, in presenza di testimoni, dal Dott. Achille Toschi e destinata ai posteri.
La lettera, inserita in un piccolo barattolo di latta, era arrotolata insieme a qualche etichetta di farmaci dell’epoca ed alla prima pagina della “Gazzetta dell’Emilia” di giovedì 16 ottobre 1890 e ad altre carte.
L’intenzione di Achille era quella di dar conto ai posteri dei lavori e delle migliorie fatte in farmacia; egli infatti allegò una ricevuta di pagamento del piancito in legno realizzato in maggio dello stesso anno.

Il tono della lettera, trascritta nel corsivo in calce, è ironico e dal contenuto emerge come il Dottore cerchi di sdrammatizzare e descrivere il periodo di crisi con due termini molto chiari di cui uno ancora molto utilizzato nel gergo bolognese.
La lettera, insieme al resto del materiale, è stata restaurata nel 2015 ed è visionabile durante le visite guidate al Museo Toschi.

Il contenuto della lettera

"Bologna 18 ottobre 1890

Regnando Umberto I per la Grazia di Dio e volontà della nazione

In questo giorno nella Casa sita in strada Felice 89 il proprietario della Farmacia e della Casa facendo il nuovo soffitto della sua Bottega, presenti i sottoscritti che qui si firmano Toschi Achille, farmacista proprietario, Migliorini Don Ignazio – Cappellano della Chiesa Parrocchiale di St. Maria della Carità, Boldrini Ing. Federico, abitante nella stessa Parrocchia in St Felice n. 56, Scioli Luigi da Milano, direttore della Filanda da Seta nella stessa via St Felice al 137 Vollero deporre questa pergamena e oggetti vari, fra cui un Numero del Giornale Cittadino Gazzetta dell’Emilia, perché rimanga a peritura [sic] memoria dei posteri- Spiacenti che i mezzi finanziari non consentano ai sottoscritti di unire a questi ricordi, le monete metalliche e cartacee in corpo, a corredo della storia [---] da assicurando però i posteri che nel fare la storia di questo periodo 1860/90 la nota caratteristica predominante è la scarsezza di denaro e che in Bolognese si chiama Rana in milanese Bolletta.

In ricordo si firmano

Toschi Achille

don Ignazio Migliorini

Federico Boldrini

Luigi Scioli"