La vera storia della “Reale Farmacia Toschi”

di Chiara Albonico e Tullia Gallina Toschi

Coperchio di un orciuolo conservato nella farmacia Toschi

Figura 1 - Particolare di coperchio di orciuolo con iscrizione, riportante la data 1750.

La storia della “Reale Farmacia Toschi” è antecedente al suo nome. In origine, infatti, come testimonia l’antica iscrizione “P.G.” stampigliata sui vasi di maiolica “Fink” era una spezieria, fondata dallo speziale Pietro Galli nella seconda metà del ‘700.
Nel passato di quest’antica spezieria c’è una data certa, il 1782, anno durante il quale la fabbrica Fink di Via San Felice, che produsse la bellissima collezione di vasi, venne distrutta da un incendio. La fondazione dell’antica bottega non può essere quindi successiva a quell’anno.
Per lungo tempo, volendo dar credito all’unica data presente all’interno del coperchio di un orciuolo conservato in farmacia (Figura 1) si è pensato che la fondazione potesse essere il 1750; oggi la si colloca poco prima del 1782.
All’epoca non esisteva ancora una scuola universitaria in farmacia e teoria e pratica dell’arte farmaceutica si imparavano in bottega; occorreva tuttavia sostenere un esame per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione. Secondo i documenti lo speziale Pietro Galli ottenne l’abilitazione nel 1755 a Firenze e probabilmente esercitò a lungo fuori Bologna. Non si hanno infatti notizie di un Galli nell’elenco degli Obbedienti all’Arte degli Speziali della città di Bologna fino al 1781, anno in cui è presente per la prima volta, ma lo troviamo ancora iscritto all’Arte nel 1821: considerando la data della sua abilitazione Pietro Galli fu straordinariamente longevo per l’epoca.

Nel 1809 la proprietà della Spezieria e la facoltà d’uso della casa passarono al figlio di Pietro, Giovan Battista Galli. I documenti dell’epoca – la prima mappa catastale del 1812 e un inventario del 1833 - ci raccontano la consistenza dell’eredità: essa comprendeva la bottega e i locali di servizio annessi, un cortile con pozzo e i due piani superiori ad uso d’abitazione; il tutto era sormontato da una altana con grandi finestre a mezzogiorno, per l’essicazione delle erbe. Non era tutto, però. Giovan Battista Galli oltre all’utile dominio sulla casa, alla spezieria e al mestiere stesso di speziale, ereditò dal padre anche i debiti.

Contratto di locazione della Farmacia Toschi

Figura 2 - Copertina del contratto di locazione della “Farmacia della Terra di Dozza”.

Pietro e Giovanni Battista Galli si trovarono infatti in difficoltà per le ingenti forniture di medicinali agli ospedali militari al tempo del cessato Regno d’Italia; gli anni passarono ma il debito non venne apparentemente mai saldato dal Governo, nonostante le infinite pratiche avviate dai Galli per ottenere il pagamento. I due Galli si trovarono costretti a vendere la casa di fianco alla bottega, al numero 146 di San Felice, per ripagare in parte un debito sostanzioso (1450 scudi), che invece contavano di saldare una volta ottenuta dal Governo la sospirata estinzione del debito nei loro confronti, estinzione che non avvenne mai. Negli anni successivi il destino della Farmacia si separò da quello dei muri che la contenevano, almeno per un certo periodo.

Risultati inadempienti, con sentenza del Tribunale di Bologna del 31 marzo 1849 i coniugi Giovan Battista Galli e Gentilina Perichon vennero dichiarati decaduti dalla proprietà dell’utile dominio, che tornò nelle mani della parrocchia di S. Maria della Carità. Si chiuse così, tristemente, la parabola dei Galli nella spezieria di via S. Felice, ma non si chiuse la spezieria.

Riportata negli anni successivi come “Legnani”, fu poi gestita per un brevissimo periodo dai Poggi i quali, nel 1852, vendettero tutti i beni in essa contenuti a Geltrude Conti Toschi di Dozza. I muri della farmacia, seguendo il destino di molte proprietà già possedute da parrocchie, furono venduti al Demanio dello Stato.

La storia dell’attuale Farmacia Toschi inizia proprio dall’idea e dallo spirito imprenditoriale di questa signora della provincia. Rimasta vedova di Leonardo Toschi, farmacista di Dozza, Geltrude Conti cedette in locazione alla famiglia Poggi, nel 1852 (figura 2), la “Farmacia della Terra di Dozza” per trasferirsi a Bologna, compiendo così il grande passo di inurbamento. Poco dopo, infatti, la famiglia si trasferì a Bologna e la Spezieria divenne “Farmacia Toschi” acquisita da Geltrude, in veste di tutrice, per il giovane figlio Achille, che ne divenne titolare una volta giunto alla maggiore età. La titolarità passò da Geltrude (tutrice) ad Achille, poi al figlio Tullio, al figlio di quest’ultimo Achille ed, infine, al nipote di quest’ultimo Achille Gallina Toschi, attuale titolare.
Oggi la gestione della Farmacia Toschi viene condivisa con la sorella Ilaria, mentre Tullia Gallina Toschi si occupa della conservazione e della valorizzazione del Museo Toschi.